Startup Marketing – Strategie di growth hacking per sviluppare il vostro business

In poco più di una decina di anni il mondo della tecnologia è cambiato così tanto da permetterci di compiere una serie di attività che fino a poco tempo fa sembravano essere fantascienza. I social network, le app, gli e-commerce sono parte di un ecosistema che sta crescendo a ritmi esponenziali e lo vediamo tutti i giorni usando Facebook, WhatsApp o i servizi forniti da aziende che operano esclusivamente su Internet, con le quali interagiamo usando il computer o lo smartphone.

Grazie alle storie sulla nascita di questi prodotti e servizi online, abbiamo compreso come il sogno imprenditoriale non sia più ormai solo un sogno, ma una possibilità concreta di realizzazione professionale grazie a una serie di fattori. Il primo riguarda l’abbattimento all’entrata di quelle barriere di tipo economico e tecnologico che fino a poco tempo fa ci impedivano di accedere in modo facile e quasi immediato a questo mondo.

Il secondo elemento riguarda l’esistenza di un modello di riferimento nato oltreoceano, popolato da esperienze e persone, che ci spinge a sognare e a far sì che quel sogno non rimanga chiuso in un cassetto, ma che si trasformi in un progetto concreto. Per esempio Steve Jobs, che dal suo garage ha iniziato a lavorare a un progetto, diventato un’azienda punto di riferimento nell’innovazione tecnologica, e a seguire Mark Zuckerberg che ha catapultato il mondo nell’era dei social media con 1.79 miliardi di persone connesse ogni mese.

L’accessibilità alle risorse, l’assenza di barriere e la motivazione individuale sono alcune delle leve che spingono molti di noi alla creazione di un progetto innovativo, ma purtroppo non bastano. Su un totale di 10 idee di prodotti e progetti innovativi, solo una è quella che riesce a trasformarsi in un business profittevole e duraturo, per un totale di 9 fallimenti su 10 nel lancio di un nuovo prodotto sul mercato.

Nella maggior parte dei casi questo succede perché una startup sviluppa un’idea che non corrisponde ai bisogni di mercato. E ciò avviene perché non sono state applicate strategie che consentono di strutturare il progetto dal punto di vista di marketing fin dall’inizio. Se è vero che siamo tutti più motivati a iniziare progetti di questo tipo, è infatti anche vero che la competizione per ottenere l’attenzione degli utenti è sempre maggiore.

Siamo tutti alla ricerca del segreto che si nasconde dietro alla viralità di un’idea e alla crescita esponenziale di un prodotto. Ma quello che veramente non sappiamo è che questi risultati non dipendono esclusivamente da una campagna di comunicazione efficace, ma partono da una progettazione adeguata e dallo sviluppo di strategie di growth nel prodotto stesso: la viralità va integrata nel prodotto .
È necessario integrare la strategia di marketing in un processo che permetta di individuare le fasi, gli obiettivi e le attività da compiere nelle diverse fasi di sviluppo del progetto. Si tratta di un modo di pensare nuovo, che mette insieme una serie di competenze diverse come la psicologia, l’analisi dei dati e dell’interazione dell’utente, e che non si concretizza con la semplice applicazione di strategie di marketing e comunicazione solo una volta che è stato completato lo sviluppo del prodotto: tutto questo è il growth hacking .

Curioso? Leggi anche:   Come fare Growth Hacking Marketing

Acquista ora il libro Startup Marketing – Strategie di growth hacking per sviluppare il vostro business di Alessia Camera

Startup Marketing - Strategie Growth Hacking

 

 

Creare una strategia di growth hacking è uguale a iniziare un processo di crescita sul mercato. Nello stesso modo in cui verrà creato il prodotto dovranno essere sviluppate anche tutte quelle strategie di marketing per promuoverlo. Si tratta di un modo di pensare che espande l’approccio al prodotto nella direzione del marketing, in tutte le fasi di creazione del nuovo business.
Questo testo nasce per accompagnare founder, responsabili di marketing di aziende innovative, aspiranti imprenditori, appassionati di innovazione e di tecnologia a capire come strutturare le strategie di marketing per una startup, quindi un’azienda nuova, che sta sviluppando un prodotto innovativo, senza avere uno storico di riferimento.
Si concretizza in un approccio metodologico concreto, pratico e completo che combina modelli, esempi, casi pratici e suggerimenti di esperti nel settore.
Come un’astronave da imparare a manovrare, verranno considerate tutte quelle strategie di marketing che qualsiasi aspirante imprenditore dovrebbe conoscere per capire come progettare l’idea, individuare gli utenti, sviluppare il prodotto, raggiungere, monitorare e ottimizzare la crescita, come nel migliore corso di growth hacking.

Nel primo capitolo verranno individuati alcuni strumenti utili per capire come sviluppare e strutturare un’idea, creando la base per un prodotto di successo.
Le startup sono organizzazioni dove l’incertezza è molto alta, per questo motivo non si parlerà di prodotto ma di ipotesi da testare attraverso l’analisi dagli utenti e delle loro problematiche.
L’idea rimane importante ma è solo l’inizio del percorso. Il concetto “ 1% idea, 99% execution ” sintetizza come un’idea con un alto potenziale potrebbe essere addirittura perdente senza una buona execution, ossia un processo che permette di metterla in pratica e ottenere dei risultati positivi.

Nel secondo capitolo si affrontano le strategie di marketing da considerare con lo sviluppo del Minimum Viable Product (MVP), tramite le quali si inizia a lavorare al progetto e a capire le esigenze della nicchia di riferimento, rimanendo in una fase di testing, feedback e apprendimento veloce, essenziale per convalidare le ipotesi e adattarsi ai cambiamenti dove richiesto.

Con l’execution, si entra nella vera fase di sviluppo, quella più entusiasmante ma anche quella più rischiosa: si tratta del passaggio dalla ricerca all’implementazione del modello di business.

Nel terzo, nel quarto e nel quinto capitolo si parlerà di growth hacking individuando le strategie pull, push e di prodotto.
Perché alcuni prodotti catturano la nostra attenzione mentre altri falliscono miseramente? Impareremo che ci sono delle tecniche che sviluppate nel prodotto, semplificano l’interazione e il coinvolgimento e creano fidelizzazione nel tempo, indipendentemente dal budget speso in campagne a pagamento. Verranno analizzati i canali da utilizzare per attirare traffico e le modalità che permettono di individuare e di ottimizzare quelli più interessanti, utilizzando casi pratici e best practices.

Il growth hacker non è un mago provvisto di bacchetta magica, ma un esperto a capo di un team di professionisti che combina un approccio psicologico e orientato alla crescita, focalizzandosi sul prodotto, sull’utente e sull’analisi di dati per raggiungere obiettivi definiti.

Nel sesto capitolo verranno considerati gli obiettivi, che verranno quantificati attraverso una serie di metriche e di KPI.
L’analisi dei dati è lo strumento che permette di capire qual è la direzione da prendere e come ottimizzare il business, trovando la giusta traiettoria quando non si sa quale sia la strada corretta. Con l’analisi di dati e obiettivi è possibile correggere il tiro e l’approccio, poiché i dati sono gli unici a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della realtà. Quando si parla di growth hacking e startup, è importante porre le giuste domande e focalizzarsi su metriche in grado di misurare e di quantificare il cambiamento. Solo in questo modo sarà possibile individuare pattern e ottimizzare le idee sulla base di vincoli che è il founder stesso a porsi, aiutandolo a compiere le scelte corrette sulla base degli obiettivi. L’analisi dei dati e la definizione delle metriche sono quindi attività essenziali per giudicare e giustificare le strategie e tattiche di una startup.

Curioso? Leggi anche:   Libri per startup

Nel capitolo settimo si parlerà invece di budget, analizzando l’investimento da compiere nelle campagne digitali a pagamento. Proprio ai fini di questo obiettivo, verranno identificate e considerate tutte quelle metriche, che permettono di ottimizzare il prodotto online, come il tasso di conversione, di rimbalzo, di abbandono, e verrà analizzato il valore economico dell’utente definito nella relazione tra costo di acquisizione e life time value.

Il valore economico di una startup dipende infatti dalla sua capacità di stabilire relazioni profittevoli e stabili nel tempo con i propri utenti di riferimento. La competizione, un targeting poco preciso e la relativa facilità con la quale si possono avviare campagne di questo tipo rischiano spesso di generare costi di acquisizione troppo alti per essere ripagati nel tempo, o livelli di tasso di abbandono che ne distruggono la profittabilità.

Gli ultimi due capitoli sono infine dedicati alle strategie di marketing offline e al rapporto con blogger, testimonial, influencer e giornalisti. Verranno inoltre analizzati gli errori che una startup può e che dovrebbe evitare dal punto di vista di marketing.
Il concetto “better done than perfect” è un mantra importante quando si lavora con progetti dove la velocità e l’incertezza sono le caratteristiche principali.
Nell’ultimo capitolo in particolare ma anche nel corso di tutto il testo, saranno inoltre incluse le testimonianze di Fabrizio Capobianco, founder e CEO di Tok.tv e imprenditore seriale italiano in Silicon Valley, di David Murray-Hundley, imprenditore seriale durante la bolla delle dotcom negli Stati Uniti, ora advisor e business angel a Londra.

Autrice: Alessia Camera

Gianmaria Sbetta
Founder del sito growthhackingblog.it e sempre alla ricerca di nuove idee. Laureato in Innovazione e imprenditorialita’, mi occupo di marketing online presso l’incubatore tedesco STARTPLATZ a Colonia.
P.S: siate folli, siate pirati & growth hackers.

Scopri di più 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *